Comunicato Stampa della Lista Civica
“Cittadini per Roccastrada”

Il Sindaco Marras e la tragicomica
storia della corsa all’oro
Non è certo la prima volta che il
Sindaco Leonardo Marras, alla disperata ricerca di argomenti
e slogan per far parlare un po’ di sé nei salotti grossetani, finisce col
riempire gli spazi di giornali e telegiornali con improponibili enunciazioni di
intenti che tuttavia contribuiscono inevitabilmente a ridicolizzarne
ulteriormente la già precaria immagine e scarsa reputazione di cui ad oggi
soffre nel territorio di Roccastrada.
È argomento comunemente risaputo,
infatti, la presenza di giacimenti auriferi nel sottosuolo del territorio
comunale, così come è ampiamente conosciuto
l’interesse di alcune società anche internazionali, che vorrebbero meglio
analizzare, sul campo, le potenzialità economiche di un eventuale investimento
estrattivo, di cui è in itinere un accurato studio di fattibilità.
L’opposizione civica ha tuttavia
appreso dai giornali che il Sindaco Marras, ovviamente senza consultare il
Consiglio Comunale, di sua iniziativa ha formulato un parere negativo in
Conferenza di Servizi per il rilascio di permessi di
ricerca.
Sull’argomento si
impongono alcune considerazioni:
- Su una questione di tale interesse per la popolazione,
il Sindaco avrebbe dovuto condividere le proprie posizioni quanto meno con il Consiglio Comunale, se non anche
attraverso opportune Assemblee Pubbliche che gli avrebbero permesso, senza
mediazione alcuna, di percepire immediatamente lo stato d’umore più
diffuso tra la gente comune; in effetti il senso della democrazia risiede
proprio nella partecipazione al processo decisionale, trattandosi pertanto
di un grave vulnus democratico qualora l’Autorità, in questo caso Marras,
voglia continuare a pontificare dall’alto, incurante delle opinioni
altrui;
- Un conto è la ricerca, un conto è l’estrazione; non
possiamo affermare, ad oggi, se vi siano le condizioni per una attività estrattiva, ma vorremmo comunque sapere,
con certezza matematica, quali siano le potenzialità del nostro
territorio, ovvero: vogliamo sapere quanto oro c’è, quanto vale e quanto
costa estrarlo, sia in termini economici che paesaggistici;
- Una eventuale ma
successiva attività estrattiva dovrebbe comunque essere vincolata e sottoposta
al vaglio della V.I.A. (Valutazione
di Impatto Ambientale), che tutelerebbe scientificamente il comune
desiderio di far correre sugli stessi binari il progresso economico e la
salvaguardia dell’ambiente; non
ci stupiamo che Marras non riponga alcuna fiducia in uno strumento,
la V.I.A., che l’Amministrazione
Comunale ha già contribuito ad eludere colpevolmente e consapevolmente nel
caso del Caolino;
- Siamo sconvolti dalle dichiarazioni di Marras,
laddove egli afferma che il nostro
oro è la ricchezza del nostro paesaggio, la sua bellezza innegabile,
aggiungendo poi che è questa la
ricchezza che vogliamo proteggere e sulla quale vogliamo investire: ma
di quale Comune sta parlando il nostro Sindaco???
A parte la distruzione della Val di Farma, cosa dovremmo dire dell’immenso
squarcio di quella collina, tra Roccastrada e Sassofortino, violentata a
norma di legge dalle attività estrattive di gesso, ben visibile anche a
decine di chilometri di distanza? È
questo ciò che il Sindaco intende quando parla di
investire sulla bellezza del nostro
paesaggio???
In conclusione, rammentiamo a
Marras che, se non vorrà basarsi sulle nostre denuncie e fotografie, potrà
vedere comunque con i suoi occhi l’immensità del danno
paesaggistico inferto alle nostre ridenti colline, semplicemente dando una
furtiva occhiata all’insù le rarissime volte che, ricordandosi di essere il
Sindaco di Roccastrada o forse stancandosi di fare turismo politico nei salotti
di Grosseto, vorrà onorare il suo ex elettorato con la sua presenza fisica e
percorrerà pertanto la Superstrada in direzione di Roccastrada.
Nel frattempo, ascolti il Signor Sindaco uno spassionato consiglio che viene dai banchi
dell’opposizione: prima di aprir bocca, conti fino a cento e trovi mille buone
ragioni per tacere o quanto meno per non insultare l’intelligenza dei suoi
interlocutori.

Roccastrada, lì
9 Novembre 2007