Dispiace molto vedere che chi avrebbe la responsabilità di rappresentare i cittadini, seppur dai banchi dell'opposizione comunale, preferisca cavalcare l'onda emotiva delle notizie apparse sulla stampa, invece di informarsi adeguatamente, come serietà e rispetto verso i cittadini che leggono imporrebbe.

Se la lista civica prima di prendere posizione sui giornali avesse letto gli atti che sono a disposizione di tutti gli interessati e si fosse minimamente documentata, forse avrebbe evitato di dimostrarsi ancora una volta superficiale e contraddittoria.

Superficiale, perché la Lista civica non sa che l'oro di cui si sta parlando si presenta in dimensioni molto ridotte ed invisibili all'occhio nudo: deve essere, infatti, ingrandito 18 volte al microscopio per poterlo vedere.
È questo il motivo - se l'oro fosse presente - che spiegherebbe perché non sia mai stato scoperto nel corso dei 3000 anni in cui l'Italia centrale è stata abitata.

La lista civica non sa che, per estrarre questo tipo di oro sono necessarie miniere che altro non sono che grandi cave (la differenza tra cava e miniera è data solamente dall'importanza del minerale estratto), con un impiego ridottissimo di manodopera, visti gli imponenti mezzi meccanici di oggi, ed è necessario scavare enormi quantità di terreno per avere pochissimi grammi del metallo prezioso estratto attraverso un processo chimico che utilizza anche il cianuro.
Eppure basterebbe andarsi a visitare i siti internet delle due società proponenti per capire che questo tipo di attività non possono avere speranze di residenza nel nostro territorio e nemmeno in Toscana, cosa che del resto testimonia anche il P.I.T. di recente approvato dalla Regione.

È vero che una cosa è il permesso di ricerca mineraria, mentre altra cosa è l'estrazione del metallo. In entrambi i casi è però, non a caso, prevista una procedura di VIA regionale dalla LRT 79/98 che dovrebbe analizzare gli impatti ambientali, conosciuti e non, dell'attività che si annuncia.
Nel caso dei permessi di ricerca per l'oro, la Regione ha però reso noto che non attiverà la procedura di VIA, perché gli interventi in progetto in questa fase verranno attuati con metodi non impattanti.

Al Comune di Roccastrada, appare corretto nei confronti delle due società interessate e dei loro investitori, non discernere troppo tra attività di ricerca e di coltivazione; siamo convinti che non si può autorizzare la ricerca, premettendo che comunque poi non si autorizzerà l'estrazione del metallo perché troppo impattante, in quanto già oggi si conoscono bene i costi-benefici che producono questo tipo di attività in giro per il mondo.

La civica poi, vista l'ignoranza sulla materia di cui tratta, nel suo intervento cade, quindi, anche in forte contraddizione, perché è davvero paradossale e strambo che l'opposizione approvi, da una parte, questo tipo di attività e, dall'altra, sia contraria alla miniera di caolino ed alle cave del gesso di Roccastrada, considerato che si tratta in tutti i casi, almeno dal punto di vista paesistico, di cave.

In effetti però qualche differenza ci sarebbe: mentre il Comune non ha la competenza sulle miniere - che quindi sfuggono al suo controllo - quella sulle cave da alcuni anni è saldamente in mano del Comune, anche se su delega della Regione. Inoltre, l'impiego di manodopera locale e l'assenza di processi chimici rilevanti pongono le nostre cave sicuramente su un piano molto diverso rispetto alle attività che ci vengono oggi proposte.

Naturalmente, questo non toglie che le cave presenti sono poste sotto forte attenzione e fatte oggetto di controlli e prescrizioni derivanti anche dalla Valutazione d'Impatto Ambientale comunale a cui vengono sottoposte.

Come nel caso della miniera di caolino, quindi, le competenze sulle autorizzazioni e sul controllo delle miniere di oro ed i loro permessi di ricerca è della Regione Toscana area ex-Corpo Miniere, alla quale chiediamo di tenere in debito conto e dare sempre evidenza del parere del Comune di Roccastrada.

Il parere negativo del Comune sui permessi di ricerca, infine, non necessita di un passaggio in Consiglio Comunale, perché è stato espresso in sede tecnica, visto e considerato che le aree oggetto di ricerca sono vincolate paesaggisticamente, sede di SIC e SIR e destinate dal Piano Strutturale approvato dal Consiglio Comunale ad attività di tipo rurale e forestale. Per completezza, occorre poi ricordare che anche la Provincia di Grosseto ha espresso parere negativo sulla ricerca di oro, in coerenza con il Piano Territoriale di Coordinamento vigente.

La Civica, infine, si sveglia come al solito molto tardi, in quanto, le conferenze dei servizi dei primi due permessi di ricerca si sono tenute un anno fa - precisamente il 28 novembre 2006 e l'11 gennaio 2007 - dopo che l'avvio del procedimento era stato affisso per 15 giorni all'albo pretorio del Comune e che sull'argomento erano intervenuti addirittura dei media nazionali.
A queste conferenze ha infatti partecipato anche il Comitato cittadino ambientalista "Val di Farma" con una nota, assunta agli atti, di netta opposizione a questo tipo di attività.

Il nostro progetto di sviluppo del territorio l'abbiamo già: mira ad accrescere la nostra capacità di attrazione degli investimenti, è in fase avanzata e non intendiamo farcelo distruggere da cose sulle quali altri decidono per noi e per la nostra comunità.
Presto Roccastrada avrà il suo polo industriale incentrato sull'area del Madonnino e delle aree artigianali dei suoi molti paesi, che si aggiungerà al polo turistico-ambientale incentrato sulle Riserve Naturali del Farma e della Pietra dove sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell'antico podere di Regione, il quale andrà ad aggiungersi al centro visite di Casa Nova nel complesso del castello del Belagaio. Montemassi, gli altri borghi medievali e la porta del Parco Archeo-minerario di Ribolla rappresentano il nostro polo storico-culturale.

Infine, ma non per ultimo, abbiamo la qualità del nostro paesaggio e delle tante produzioni agricole e artigianali tipiche a cui non vogliamo rinunciare.
Un territorio complesso, quindi, che vogliamo governare senza "ingessature" ma anche senza contraddizioni e con chiarezza di obiettivi, anche attraverso quell'attenzione verso lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili e/o sostenibili che ha permesso la recente realizzazione a Sticciano di uno dei più grandi parchi fotovoltaici d'Italia.

Questo, in definitiva, è il nostro progetto per un territorio che molti ci invidiano e, basta andarsi a sfogliare il numero di ottobre della nota rivista di turismo "Dove", per capire quanto.

Il Sindaco di Roccastrada
Leonardo Marras