Contro l’aumento indiscriminato dell’I.C.I. sulla prima casa
Comunicato Stampa della Lista Civica “Cittadini per Roccastrada”
È
triste e consolidata consuetudine che la primavera roccastradina
porti con sé la notizia di vertiginosi aumenti tariffari applicati
dall’Amministrazione Comunale.
Già
l’anno scorso abbiamo dovuto subire aumenti indiscriminati della TARSU (7%),
TOSAP (40%), trasporto scolastico e quota di compartecipazione mensa, quest’ultima al centro di una infuocata
battaglia che ha visto infine il Comune retrocedere di molti passi ed adeguarsi
alle legittime richieste del Comitato dei genitori e dell’opposizione
consiliare.
Per
il 2006, oltre all’aumento del 15% della TARSU, che ormai possiamo
desolatamente definire “fisiologico”, il Sindaco Marras ci riserva la sorpresa più inattesa e
sgradita: l’aumento dell’I.C.I. sulla prima casa, che
passa dal 5,5 al 6,5‰, avvicinandosi brutalmente al limite massimo, stabilito
dal legislatore al 7‰ e peraltro già previsto per le seconde case.
Contro
questo argomento potremmo scendere in campo con
molteplici argomenti, partendo dal controsenso rappresentato dal fatto che la
giovane coppia che acquista la prima casa, magari ricorrendo ad un oneroso
mutuo, paga una imposta quasi uguale a quella pagata da chi di case ne ha 15,
contravvenendo ad ogni principio di equità sociale e fiscale che questa
sinistra vorrebbe avere la presunzione di rappresentare.
Potremmo
anche considerare come l’aumento dell’aliquota sulla prima casa, pur
pesantissimo per le tasche dei cittadini, porta nelle casse comunali un surplus
di appena 135.000 €, ovvero poco meno di un terzo di ciò che il Comune deve
pagare per interessi passivi su mutui contratti, ovvero una cifra ridicola
rispetto agli oltre 2.000.000 relativi all’enorme spesa per il personale,
ovvero un’inezia rispetto a ciò che questa Amministrazione ha pagato – e
continua a pagare – per costosissimi incarichi esterni affidati ai soliti noti.
Potremmo
anche citare la relazione dei Sindaci Revisori, i quali, valutando complessivamente
lo stato del Bilancio di questo anno, intravedono una
soluzione ai problemi finanziari dell’Ente soltanto in una drastica operazione
di tagli alle spese superflue, escludendo che il ricorso all’incremento della
pressione tributaria possa essere di alcun giovamento nel lungo periodo.
Tutto
ciò avviene proprio mentre il debito pro-capite di
ogni cittadino di Roccastrada passa dai 900 € del
2003 ai 1600 € entro il 2008, quasi raddoppiandosi, mentre il peso del debito e
degli interessi sul debito si fa quasi insostenibile.
Potremmo
anche giudicare inopportuna, semiseria e persino ridicola la filastrocca,
imparata a memoria da alcuni rappresentanti della sinistra, secondo cui la
colpa è unicamente dei tagli imposti da Berlusconi
sui trasferimenti dallo Stato ai Comuni: non ci è
sfuggito, infatti, il dato sugli aumenti tributari esercitati dal Comune di Roccastrada in questi anni, che sono stati ben superiori al
DOPPIO delle risorse “tagliate” dal governo.
Tutto
ciò premesso, vogliamo ricordare al Sindaco Marras
quali sono stati gli sviluppi del dibattito sull’I.C.I., che si è protratto – e continua a protrarsi – sia su
scala nazionale che su scala locale.
Se
da una parte
Walter
Veltroni, Sindaco della Capitale nonché
autorevole esponente dei DS, si è fatto interprete di questa comune volontà
annunciando che l’aliquota sulla prima casa sarà ridotta a Roma al 4,5‰; altri
Sindaci, dal Trentino alla Sicilia, gli hanno prontamente risposto con un
corale appello ad attuare questo tipo di politica tributaria.
Emilio
Bonifazi, candidato a Sindaco di Grosseto per il
centrosinistra, ha già fatto sapere che nella sua agenda è prioritaria la
questione della riduzione dell’I.C.I., mentre a Follonica Saragosa,
anticipando notevolmente il corso del dibattito sul tema, ha già avviato una
politica volta ad una maggiore equità e trasparenza, prevedendo tutta una serie
di riduzioni non soltanto per chi possiede la prima casa, ma anche per chi
regolarmente ne affitta una seconda.
A Roccastrada, già nel 2005,
Il
risultato di tutto questo è che gli appelli della Lista Civica sono nuovamente
caduti nel vuoto e, addirittura, in controtendenza con tutto il resto della
Nazione, il Sindaco di Roccastrada non si fa scrupoli
di aumentare di un punto l’iniqua imposta sulla prima casa.
Ovviamente,
Per
il momento, in attesa di una ampia convergenza sulla
necessità di risanare il Bilancio, chiediamo che Roccastrada
sia un Paese normale, dove IL SINDACO, NÉ PIÙ NÉ MENO COME TUTTI GLI ALTRI
SINDACI D’ITALIA, NON SOLO NON AUMENTI TALE IMPOSTA, MA ANZI STUDI IL MODO PIU’ EFFICACE PER RIDURLA QUANTO POSSIBILE ENTRO IL PRIMA
POSSIBILE.
Roccastrada,
lì 25 Aprile 2006