Al Signor Sindaco del Comune di Roccastrada
Oggetto:
Interrogazione a risposta scritta
Egregio
Signor Sindaco,
Sebbene
io non sia mai stato un cacciatore e dunque le mie
conoscenze sul mondo della caccia siano piuttosto limitate, non ho potuto fare
a meno di sentire ormai da mesi, nel Paese di Ribolla,
un disappunto generale dei cacciatori in merito alla realizzazione dell’azienda
faunistica di Montemassi,
così come non posso non rilevare il fatto che i recenti atti vandalici, che
hanno colpito la suddetta azienda, ed il conseguente clima di sospetti, dei
quali a torto o a ragione proprio i cacciatori di Ribolla
sono il bersaglio, hanno contribuito in modo determinante ad alimentare un
clima di tensione arrivato ormai a livelli insopportabili per tutta la
popolazione.
Ho
avuto modo di apprezzare le Sue parole a proposito dell’accaduto e condivido
pienamente con Lei la speranza “che gli autori vengano
scoperti, denunciati, poiché un’azione così, se resta impunita, diventa ancor
più difficile da cancellare”; a tal riguardo vorrei aggiungere soltanto che
spero vivamente che gli autori del gesto criminale siano forestieri e non
residenti di Ribolla o del nostro Comune (e magari
neanche cacciatori), poiché del resto credo che la stragrande maggioranza dei
nostri concittadini sia composta da onesti lavoratori e persone per bene, che
mai e poi mai potrebbero anche solo pensare ad una efferatezza quale è stata,
appunto, quella in oggetto.
Le
assicuro che le parole di unanime condanna nei
confronti di un tale gesto da parte di tutto il mondo politico e di tutta la
società civile hanno trovato la migliore accoglienza proprio nel mondo della
caccia, poiché un simile atto vandalico rischia purtroppo di gettare discredito
su tutta la categoria dei cacciatori.
Parlando
con molti cacciatori che svolgono attività venatoria nei nostri luoghi,
compresi alcuni responsabili della squadra del cinghiale “Vampa”, ho potuto infatti constatare la loro amarezza ed il loro disagio
per essere stati indicati come i probabili responsabili dei fatti accaduti.
In
particolare, i responsabili della “Vampa” ,
condannando con fermezza il fatto in oggetto e dichiarandosi disponibili a
fornire qualunque aiuto possibile per smascherare i responsabili, sostengono
che, qualora qualcuno dei loro associati fosse riconosciuto responsabile, anche
in parte, dei danneggiamenti, provvederebbero all’immediata espulsione di
costui dalla squadra.
Del
resto devo aggiungere che, così come tutti i cacciatori, unanimemente,
condannano il gesto criminale, è d’altra parte anche
vero che la stragrande maggioranza di essi si è da sempre dichiarata contraria
alla costituzione dell’azienda faunistica, adducendo
a tal riguardo motivazioni varie ed in particolare esprimendo un fortissimo
malessere per il divieto di cacciare proprio all’interno di quei terreni
dell’azienda che storicamente sono stati oggetto di prelievo venatorio e di
indimenticabili giornate per i nostri seguaci di Diana.
Pertanto,
dopo aver messo nero su bianco queste considerazioni,
Le chiedo innanzitutto se non ritenga opportuno, per il normale convivere della
nostra collettività, farsi promotore di una mediazione che, ponendosi
l’obiettivo di riaprire i canali di dialogo purtroppo interrottisi, si proponga
di cercare una soluzione ai problemi dei cacciatori di Ribolla,
salvaguardando peraltro i diritti della proprietà aziendale e valutando se
oggettivamente vi è la volontà di entrambe le parti in causa di sedersi attorno
ad un tavolo e, voltando pagina al passato, provare ad aprire una fase nuova
che si imponga come risolutrice delle dispute attuali.
Le
chiedo inoltre se Lei non ritenga opportuno che codesta amministrazione
Comunale si proponga di adoperarsi, con tutti i mezzi a sua disposizione, al
duplice fine di far luce, in primo luogo, sull’orribile vicenda degli atti
vandalici, ed in secondo luogo di difendere e tutelare l’immagine della
categoria dei cacciatori, scossa e turbata dalla consapevolezza che i sospetti
su un individuo o un gruppo di persone, in attesa del momento in cui i
colpevoli saranno consegnati alla giustizia, possano gettare discredito verso
tutti: ciò sarebbe, a mio avviso, una tremenda ingiustizia.
Certo
del suo interessamento, La ringrazio e Le rinnovo la mia totale ed assoluta
disponibilità al dialogo ed alla collaborazione su quanto esposto.
Cordiali
saluti,
Consigliere Giacomo Giulianelli