Al
Signor Sindaco del Comune di Roccastrada
Oggetto: Sua risposta ad interrogazione sugli spogliatoi di
Montemassi
Egregio Signor Sindaco,
con la presente sono a presentare
alla Sua cortese attenzione alcune considerazioni in merito alla Sua risposta
ad interrogazione sugli spogliatoi di Montemassi.
- sono stupito quando apprendo che Lei sospetta della
buona fede del sottoscritto, ponendo come motivazione il fatto che, circa
cinque mesi fa, il Consiglio Comunale era stato edotto sullo stato della
disputa; nessuno aveva infatti percepito che quella breve ed
insoddisfacente discussione rivestisse nella Sua fervida immaginazione un
tale carattere di esclusività da pregiudicare ogni successivo intervento
sull’argomento;
- sono stupito quando leggo che, a coronamento di
simili estrose considerazioni, Lei giunge alla conclusione che il mio
intervento abbia strumentalizzato la questione; strumentalizzare la realtà
significa infatti distorcerla e piegarla a logiche di parte, quindi non
certo fotografarla affinché tutti, Lei compreso, possano rendersene
autonomamente conto;
- sono stupito quando leggo il Suo caldo invito a
rivolgermi al Direttore dei Lavori anziché entrare estemporaneamente in
cantiere; dicesi infatti “cantiere”, per definizione accademica, “un’opera provvisionale la cui vita,
intensa ed operosa, è pari alla durata dei lavori”, da cui si evince
che, terminati i lavori, non esiste più il cantiere;
- sono esterrefatto quando leggo il Suo oscuro
riferimento alla perfetta legalità
della visita in un cantiere, poiché tale considerazione presuppone
l’esistenza medesima di un cantiere, la quale a sua volta presuppone tutta
una serie di accorgimenti, quali ad esempio l’esposizione, in luogo ben in
vista, di una tabella comprendente informazioni generali quali Committente,
Direttore dei Lavori, data d’inizio lavori, data di presunta fine etc.,
nonché quelle opere volte a garantire la separazione del cantiere
dall’ambiente esterno e la non accessibilità da parte di non addetti ai
lavori, i quali più o meno intenzionalmente potrebbero altrimenti entrarvi
e mettere pertanto a repentaglio la sicurezza propria e altrui;
- sono sconcertato quando mi accorgo che, nella Sua
lettera di risposta, non si fa alcun riferimento alla necessità di
recintare immediatamente l’area intorno agli spogliatoi nonché di apporre
cartelli e segnaletica di pericolo e di divieto di ingresso: ciò mi
sembrava davvero scontato ed implicito nella mia richiesta scritta di
ripristinare “un contesto ambientale
accettabile”; a tal proposito Le rammento che, ad oggi, l’assenza di
tali semplici ma efficaci strumenti di protezione rende di fatto possibile
l’ingresso anche fortuito in tale area, non soltanto da parte dei
Consiglieri Comunali armati di fotocamera, ma anche e soprattutto da parte
di qualunque adulto o bambino che voglia spingersi un po’ più in là della
piazzetta;
- sono almeno concorde con Lei quando afferma la
determinazione dell’Amministrazione Comunale “ […] ad andare fino in fondo nella pretesa del risarcimento e della
conclusione positiva dei lavori senza alcun aggravio di spesa”;
- infine Le comunico di non ritenere tale intervento
esclusivo e, pertanto, Le preannuncio che l’opposizione consiliare tornerà
a trattare la questione nei tempi e nei modi dettati dal buon senso e
dalla volontà di conseguire il risultato sperato.
Ribolla, lì 9 Ottobre 2007
Consigliere Comunale
Giacomo Giulianelli