Al Signor Sindaco del Comune di Roccastrada

 

 

Oggetto: Sua risposta ad interrogazione sugli spogliatoi di Montemassi

 

Egregio Signor Sindaco,

con la presente sono a presentare alla Sua cortese attenzione alcune considerazioni in merito alla Sua risposta ad interrogazione sugli spogliatoi di Montemassi.

 

  1. sono stupito quando apprendo che Lei sospetta della buona fede del sottoscritto, ponendo come motivazione il fatto che, circa cinque mesi fa, il Consiglio Comunale era stato edotto sullo stato della disputa; nessuno aveva infatti percepito che quella breve ed insoddisfacente discussione rivestisse nella Sua fervida immaginazione un tale carattere di esclusività da pregiudicare ogni successivo intervento sull’argomento;
  2. sono stupito quando leggo che, a coronamento di simili estrose considerazioni, Lei giunge alla conclusione che il mio intervento abbia strumentalizzato la questione; strumentalizzare la realtà significa infatti distorcerla e piegarla a logiche di parte, quindi non certo fotografarla affinché tutti, Lei compreso, possano rendersene autonomamente conto;
  3. sono stupito quando leggo il Suo caldo invito a rivolgermi al Direttore dei Lavori anziché entrare estemporaneamente in cantiere; dicesi infatti “cantiere”, per definizione accademica, “un’opera provvisionale la cui vita, intensa ed operosa, è pari alla durata dei lavori”, da cui si evince che, terminati i lavori, non esiste più il cantiere;
  4. sono esterrefatto quando leggo il Suo oscuro riferimento alla perfetta legalità della visita in un cantiere, poiché tale considerazione presuppone l’esistenza medesima di un cantiere, la quale a sua volta presuppone tutta una serie di accorgimenti, quali ad esempio l’esposizione, in luogo ben in vista, di una tabella comprendente informazioni generali quali Committente, Direttore dei Lavori, data d’inizio lavori, data di presunta fine etc., nonché quelle opere volte a garantire la separazione del cantiere dall’ambiente esterno e la non accessibilità da parte di non addetti ai lavori, i quali più o meno intenzionalmente potrebbero altrimenti entrarvi e mettere pertanto a repentaglio la sicurezza propria e altrui;
  5. sono sconcertato quando mi accorgo che, nella Sua lettera di risposta, non si fa alcun riferimento alla necessità di recintare immediatamente l’area intorno agli spogliatoi nonché di apporre cartelli e segnaletica di pericolo e di divieto di ingresso: ciò mi sembrava davvero scontato ed implicito nella mia richiesta scritta di ripristinare “un contesto ambientale accettabile”; a tal proposito Le rammento che, ad oggi, l’assenza di tali semplici ma efficaci strumenti di protezione rende di fatto possibile l’ingresso anche fortuito in tale area, non soltanto da parte dei Consiglieri Comunali armati di fotocamera, ma anche e soprattutto da parte di qualunque adulto o bambino che voglia spingersi un po’ più in là della piazzetta;
  6. sono almeno concorde con Lei quando afferma la determinazione dell’Amministrazione Comunale “ […] ad andare fino in fondo nella pretesa del risarcimento e della conclusione positiva dei lavori senza alcun aggravio di spesa”;
  7. infine Le comunico di non ritenere tale intervento esclusivo e, pertanto, Le preannuncio che l’opposizione consiliare tornerà a trattare la questione nei tempi e nei modi dettati dal buon senso e dalla volontà di conseguire il risultato sperato.

 

 

 

Ribolla, lì 9 Ottobre 2007

Consigliere Comunale

Giacomo Giulianelli