Ecco sto
alla porta e busso
Chi è il Vescovo, in Toscana?
E' il capo di una comunità di credenti, membri della Chiesa cattolica, ma è
anche una millenaria istituzione, che ha svolto e svolge
ancora funzioni pubbliche importanti.
In passato è stato fondatore e signore, spesso difensore, delle comunità
locali. Oggi è, come minimo, un custode della nostra storia e della nostra
identità.
Fa parte della nostra comune eredità spirituale, in cui vivono,
indissolubilmente legati fra di loro, elementi laici,
ebraici e cristiani.
Vi immaginate Livorno senza il Rabbino? Evidentemente
no, visto che con
Quale superficialità culturale e storica, quale conformismo politico, quale
debolezza spirituale, possono aver spinto dei responsabili scolastici toscani a
negare al Vescovo l'accesso per una visita e un saluto ai giovani?
Contro questi episodi di intolleranza e di confusione
spirituale, culturale e politica, si sono espressi gli amministratori locali, i
consiglieri regionali, i principali leader politici.
Resta il vulnus. L'indebolimento del cuore civico e della mente
politica, nella nostra terra, sotto l'influsso della dittatura del
politicamente corretto, dei veleni del relativismo, del non più
lontanissimo e minaccioso influsso del nazislamismo.
Quale genitore o insegnante o studente toscano, che si trovasse trasferito in
un paese musulmano e frequentasse una scuola (qualsiasi tipo di scuola, perché
la scuola è tutta laica, è tutta pubblica, anche se non è "di stato",
come vorrebbero gli eticisti di ogni
colore), chiederebbe, chissà, la rimozione della Mano di Fatima, o di una Incisione
coranica, o si negherebbe alla visita di un capo
musulmano locale e tradizionale?
La risposta giusta è NESSUNO. Perché sappiamo qual
è il senso vero dell'essere padroni a casa nostra e ospiti a casa degli altri.
Liberi e rispettosi, SEMPRE.
Allo stesso modo, quale genitore o insegnante o studente toscano, di
famiglia e di religione non cattolica, si sognerebbe mai di chiedere la
rimozione del Crocifisso giottesco,
o l'eliminazione della Divina Commedia dai programmi, o si negherebbe alla
visita di un parroco o di un vescovo?
La risposta è ancora NESSUNO. A meno di non essere avvelenati
da ideologie dell'odio e della vigliaccheria. Soprattutto dell'odio di
sé e della vigliaccheria contro i violenti e i prepotenti che minacciano
la nostra antica civiltà e la nostra terra.
Come ha ricordato Stefania Fuscagni, a proposito dei
recenti episodi avvenuti nelle scuole di Roccastrada
e di Montieri, dove il vescovo di Grosseto, mons.
Franco Agostinelli, si è visto negare l'accesso agli
istituti, la scuola ha mancato al proprio ruolo di comunita' educante.
La consigliera di Forza Italia ha anche aggiunto: ''Mi chiedo dove si
fondi l'autorita' di un consiglio di istituto di
impedire l'ingresso di un vescovo in visita pastorale. Ho letto e riletto la
legge, il dpr e le sentenze relative
alle competenze di tale organo collegiale e mi sono fatta l'idea che la
delibera adottata sia molto discutibile in termini di legittimita'
e comunque definitivamente inaccettabile in termini di opportunita'
negata ad una istituzione come la scuola chiamata ad una comunicazione con il
proprio ambiente, tesa ad arricchire la cultura dei singoli studenti''.
Noi, idealmente, restiamo fuori dalla scuola, con il
vescovo di Grosseto che aspetta sotto la pioggia e bussa alla porta, per
incontrare i giovani all'uscita dalle gabbie del conformismo e del grigiore.