Roccatederighi  Il dissesto della rete fognaria è particolarmente evidente anche a Roccatederighi; non è sfuggita a questo gruppo di minoranza la constatazione che, proprio nel momento in cui il Sindaco perfezionava il suo autogol attribuendo al Consigliere Giulianelli l’invenzione del problema, i cittadini di Roccatederighi raccoglievano le firme per una petizione popolare sull’argomento.

È inammissibile che Roccatederighi conviva con il fetore delle sue fogne, così come è inaccettabile il continuo ripetersi di una situazione che, come ampiamente e coraggiosamente denunciato dagli stessi DS della sezione locale, vede il Paese trasformarsi in un vasto cantiere puntualmente all’inizio dell’estate, ovvero proprio nel periodo in cui si concretizza, o dovrebbe concretizzarsi, un afflusso turistico a dir poco determinante per la debole economia che caratterizza il territorio.

Personalmente ho voluto recarmi a Roccatederighi all’inizio del mese, per constatare ancora una volta il disagio di via Roma, l’arteria principale del Paese, paralizzata da lavori in corso, la cui conclusione è peraltro ritardata, ad ulteriore aggravamento della beffa subita dai residenti.

I lavori, stando alle indicazioni ufficiali, avrebbero dovuto concludersi il 26 Agosto, ma come spesso avviene, si è verificato un ritardo che definirei quasi fisiologico pur non volendone addurre giustificazione alcuna.

Ho ascoltato con interesse le parole con cui i membri della attuale Amministrazione hanno affrontato le problematiche sopra esposte, ma resta comunque sul tappeto una differenza di approccio che difficilmente potrà essere colmabile.

In particolare, sono state respinte le critiche sulla gestione dell’emergenza fognaria: i finanziamenti per la messa a punto della rete fognaria, è stato detto, sono stati infatti tempestivamente richiesti e già ottenuti, anche se i lavori non sono stati eseguiti a causa di ritardi burocratici e legali dovuti alla necessità di avviare non specificate procedure di esproprio.

Ma questa non è la realtà nel senso più vero del termine.

Si tratta piuttosto di una reinterpretazione della realtà.

Infatti la realtà, quella più vera, non può essere quella dettata dai tempi della politica e della burocrazia.

La realtà è quella colta nella sua interezza dall’occhio del turista che da Sassofortino scende verso Belvedere e viene folgorato dall’incanto di un paesaggio incomparabilmente bello, di una autentica meraviglia rappresentata dal Paese di Roccatederighi che si arrampica su una ridente collina immersa nel verde della natura rigogliosa.

Basta che il turista lasci Belvedere per entrare in via Roma perché l’incanto svanisca ed i sensi del turista, violentati da cantieri aperti,  attrezzi lasciati ai bordi delle strade e odore di fogna, invitino ad una ardua riflessione su cosa può riuscire a fare l’uomo quando decide di rovinare ciò che di più bello lo circonda.

 

Scuole  Prima di abbandonare il tema di Roccatederighi, è utile spendere due parole sui progetti comunali relativi alle scuole del Paese.

L’argomento, come ampiamente risaputo, è molto controverso e desta proteste e tumulti trasversali, risvegliando logiche di campanile oltre che di partito o coalizione.

Ognuno di noi è intervenuto a vario titolo sul tema, evidenziando l’incompatibilità di posizioni nettamente diverse all’interno di questi stessi gruppi consiliari; ciò non di meno voglio cogliere l’ennesima occasione che mi si presenta oggi per ribadire, quanto meno a titolo personale, l’assoluto sostegno alla politica di recupero di ambedue i plessi scolastici di Roccatederighi e Sassofortino, purché essa sia accompagnata da una politica di incentivazione demografica, al fine di scongiurare l’assurda prospettiva, da più parti ventilata, che nel giro di pochi anni le scuole di Roccatederighi debbano chiudere per assenza di bambini.